"...Essere nuovo ad ogni nuova alba, in una nuova verginità perpetua dell'emozione." 1))

 

"Mi sembra presuntuoso affermare che un uomo possa determinare il proprio destino dall'interno. Quel che invece un uomo ha in mano è il proprio orientamento interiore verso il destino. 2)

 

 

 

E' come scoprire un segreto.

 

 

 

Emergo dalle nebbie del sonno al richiamo del mio morbido gatto che mi riporta ogni mattina alla vita con un tenero miao.

Sosto ancora cinque minuti nel tepore del letto per recuperare i pensieri del giorno passato e formulare quelli di oggi. Mi gioco l'umore della giornata, se il dolore, dimenticato nei sogni, ribussa alla porta dell'anima per chiedere di soffrirlo, o se scelgo una speranza abbandonata ieri sera,  come un vestito smesso dopo una festa, per agghindarmi di azzurro e con passo sicuro andare a cercare una piccola felicità.

 

Scegliere, posso scegliere, anche se piove o tira vento, di vivere o di soffrire.

A volte è un piacere, spesso è fatica scegliere ogni giorno, ogni attimo per sentirsi liberi: leggere o scrivere, uscire o restare in casa, essere allegra o triste, e ancora: lavorare o guardare il volo di una rondine, pensare o sentire, parlare o tacere, chiedere o dare, amare o odiare o essere indifferenti, desiderare e sognare o rassegnarsi e rinunciare.

 

Tra queste polarità c'è un io stanco e confuso sempre a un bivio o a un crocicchio, alle prese con la necessità di trovare una motivazione a ogni scelta, per non pentirsi poi di non aver imboccato l'altra strada.

A volte sorge una sorta di consapevolezza che un'altra opportunità non ci sarà più, o, peggio, che in realtà non c'era affatto un'altra strada, o che, anche se ci fosse stata, avrebbe portato nello stesso luogo.

Tra destino e libertà, tra felicità e dolore c'è un potere? La  mente può aiutarci?

 

Il nostro irriducibile bisogno di certezze fa gridare il bambino capriccioso che c'è in noi, quello che vuole tutto e subito; l'educazione alla logica ci spinge alla ricerca di situazioni nette, bianche o nere, mentre la vita è tutta una sfumatura: la natura nasce e muore, l'amore incomincia e finisce, la notte si alterna al giorno e nell'aurora come nel tramonto si fondono dolcemente le polarità estreme della luce e delle tenebre.

I sogni non realizzati, come boccioli da schiudere, sono i desideri repressi, e quelli vissuti sono la nostalgia del presente: così la mia vela barcolla tra un'onda e una bonaccia ed è presto sera.

 

Eppure abbiamo imparato ormai che nel dolore c'è un po' di gioia e nella felicità un po' di sofferenza.

Riuscire ad accettare in ogni situazione reale ed emotiva i due estremi, ci toglierebbe dall'angoscia della scelta, dalla fatica della speranza, dall'amaro del rimpianto, dal tedio inutile della nostalgia.

Dal pozzo inesauribile del passato attingiamo ricordi, nel nebbioso autunno del futuro buttiamo speranze e, mentre il tempo passa, proiettati indietro o in avanti, consumiamo, senza gustarlo, il presente, unica certezza.

 

Con questi pensieri accarezzo lentamente il mio gatto, che chiude gli occhi, preso a gustarsi l'attimo dolce che gli dedico, quasi volesse indicarmi il suo segreto.

Ancora lentamente scendo dal letto e vado a compiere il grande rito del mattino: caffè macchiato freddo e sigaretta, piaceri inscindibili dalla luce rosa dell'alba che entra dai vetri della mia finestra. Con lo sguardo perso nel pallido azzurro del cielo, scelgo di vivere questa giornata con passione e impegno, come una lunga vita, protesa con tutti i sensi a cogliere in mille attimi sensazioni ed emozioni.

Saluto i fiori e i passeri sul poggiolo, respiro profondamente l'aria del mattino, ascolto battere il mio cuore e sono felice di essere viva; dimentico il passato, dimentico il futuro, vivo qui e ora in quest'istante, pregno di tutto quello che la vita mi ha dato e di quello che mi ha tolto ed è come scoprire un segreto.

 

Provo a non scegliere tra un sì e un no, ma a prendere il sì e il no. In fondo si tratta di sostituire una "o" con una "e", di realizzare un'inclusione, invece che un'esclusione, che lascerebbe soddisfatti a metà.

Infatti dove c'è l'ombra c'è il sole e l'altra faccia della luna è pur oscura, e il bianco sa di essere tale perché esiste il nero.

Percorro così la mia giornata, cogliendo tutto con avide boccate e i minuti diventano giorni, le ore mesi o anni, il tempo si dilata e mi fa sentire ed esistere in una dimensione più reale e nello stesso tempo più fantastica che di negativo ha solo il rimorso per non aver gustato prima tanti anni, sprecati ad attendere il domani o a rimpiangere la giovinezza perduta. Che peccato!

 

Nel pomeriggio al bar assaporo la freschezza dolce di un gelato alla crema con lo sguardo sulla vecchia via Garibaldi, brulicante di Trentini, annoiati e tristi, come paiono sempre i Trentini; sento la calda carezza del vento, penso indolente al giorno che muore in un tramonto rosato di primavera; guardo un uomo, mi guarda; c'è pace, c'è vita e sotto più tenue, ma più diffuso un dolore inutile e una sterile nostalgia. Vivo all'unisono tutte queste sensazioni, senza voler scegliere quella a cui dare più importanza, perché tutto in un attimo è ugualmente importante. Se fosse l'ultimo minuto di una vita comunque trascorsa, forse sarebbe meglio guardare il cielo soltanto o gli occhi di un bambino, dove è stampato lo stupore per il meraviglioso.

 

A sera, tra le sue braccia, sussurro:

"Oggi accarezzami piano, come fosse la prima volta. Sofferma il tuo sguardo nei miei occhi, in silenzio, quasi a cercarvi l'anima; vi troverai la verità e la paura, la tenerezza e il pudore che accompagna questo genere di abbandoni. Ma non parlare, amore, so che lo chiameresti forse desiderio soltanto, mentre per me è un momento di intensità vissuta.

Le parole, sai, sono mezzi inadeguati ad esprimere il sublime.

Dammi nel silenzio il tesoro che hai dentro, prendi in silenzio il segreto che ho dentro, non chiedere cos'è.

 

 

1)Pessoa F, Il libro dell'inquietudine, Feltrinelli.pag.72.

2)Hillesum E, Diario, Adelphi. pag.101.