ANIMA ANIMALIS

 

             raccolta di racconti e poesie di autori vari

             a cura di Carla Corradi

 

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(copertina + interno con illustrazioni = 8.995 KB)

 

Gli animali hanno un’anima?

La risposta a questa domanda sembra ovvia se rivolta a chi ha avuto animali,  tuttavia in senso più generale si direbbe che l’uomo tende ad ignorarlo o almeno preferisce non porsi la domanda o darsi risposte che giustificano il loro massacro, la loro sofferenza, la loro presunta inferiorità, in virtù della quale tutto è consentito, quando addirittura non li considera cose e non esseri viventi.

Il progetto di Anima animalis, concepito nell’agosto 2005 ha trovato la sua realizzazione in questo testo e nella mostra d’arte a Palazzo Trentini a Trento.

Le motivazioni che mi hanno spinta e sostenuta a realizzarlo sono molteplici. Traggono origine in parte dal bisogno di difendere chi voce non ha, dal disagio e dal dolore che la sofferenza inflitta all’animale, non solo il suo sterminio, provoca in me; dalla convinzione  che si debba influire sulle singole coscienze per produrre un cambiamento  a livello generale, ma soprattutto dalla convinzione profonda che tutti gli esseri viventi, dotati di anima appunto, sentano, gioiscano, provino in una parola sentimenti e siano inoltre dotati di intelligenza.

Lo scopo primo di questo lavoro è sensibilizzare il maggior numero di persone  possibile al rispetto dell’animale, riconoscendone la vitalità, l’emotività, l’intelligenza, la personalità.

Ho invitato gli artisti a cimentarsi su questo argomento:  prima i pittori,  gli scrittori e i videoamatori, poi anche i poeti che mi hanno chiesto a gran voce di partecipare e infine i fotografi.

Perché gli artisti?

Perché loro, più d’ogni altro, per realizzare le loro opere devono attingere alla propria anima, a quella del mondo della natura e, perché no, anche a quella dimensione delle idee che per prodursi deve sublimare emozioni, traumi, gioie, in un processo di identificazione e di astrazione che può essere anche terapeutico; dove identificarsi comporta l’uscire da sé e proiettare sull’Altro i propri contenuti emotivi per riconoscerli e superarli.

E quale Altro è migliore dell’animale che rappresenta la nostra dimensione primordiale,  infantile, istintuale, libera dalla sovrastruttura della cultura e dai condizionamenti ambientali? Dobbiamo infatti rapportarci a lui  in modo pre-verbale, con le categorie del sentimento, dell’emozione, dell’identificazione come si fa con un cucciolo o con un io bambino.

La provocazione “Anima Animalis” lasciava possibilità molteplici di manifestarsi, sia nelle varie forme d’arte, sia nello specifico senso che ciascuno voleva attribuirle.

Assistiamo così alla meravigliosa molteplicità di significati, di interpretazioni, di identificazioni con l’anima dell’animale che si è esplicata  in una varietà di forme e di contenuti .

Il titolo è composto da due parole Anima e Animalis in modo che anche chi lo legge soltanto è portato a tradurlo dal latino, a farlo così proprio e a pensare sia all’anima che all’animale e forse a porsi la domanda:

Ha un’anima l’animale?

E poi: Cos’è l’anima?

Pensando all’anima più o meno inconsciamente ciascuno può chiedersi che ne è stato della propria in questo mondo che sembra non averne più una.