Appunti di una conferenza

  

IL BURQA DELL’OCCIDENTE

 

Similitudini e differenze tra  il modo di concepire la donna nel vissuto dell’uomo

in Oriente e in Occidente .

                                                     

                                                     

Tempera di C.Corradi

 

 

L’Harem dell’Oriente, anche se legalmente ormai inesistente, perdura nel criterio di coprire, segregare il corpo della donna e con esso la sua personalità nonché il suo valore politico. Il burqa e il ciador è come il muro dell’Harem.

 

Perché in Oriente si copre il corpo, mentre in occidente lo si scopre sempre di più?

Significato del velo:

Velare= nascondere, appannare, annebbiare,  significa occultazione di certi aspetti della verità o della divinità (femminile)

Velo come simbolo di purezza, integrità anatomica, di appartenenza religiosa (perché lo porterebbero in occidente le donne mussulmane?)

Il velo della sposa, la veletta in chiesa, il velo erotico, biancheria trasparente che lascia intravedere probabilmente nasce dal significato dato all’imene. Intravedere è come rubare un’immagine, ma è anche un’allusione alla verginità da violare.

 

 

 

L’Harem e l’occidente

                                  

Dentro l’Harem, sotto il velo, il Burqa, il Ciador   ci sono donne recluse e coperte.

Mentre in Occidente ci sono donne sempre più svestite e libere apparentemente.

 

Il sesso in occidente non ha testi di informazione che possano stare alla pari con quelli orientali, perché è sempre stato più o meno represso specie dal Medioevo in poi.

 

1.Per il Cristianesimo il sesso è proibito.

Sesso per procreare, linea di demarcazione tra l’amore per Dio e l’amore per la donna DEMONIZZATA, STREGA, SENZA ANIMA

Si salvano solo nella Bibbia  il “Cantico dei cantici.”   Nel Vangelo:  la Maddalena.

 

Ben diversa la letteratura orientale sull’erotismo:

1. il Tantrismo : 2.500 a.c.  sesso per il piacere, sesso rituale, sacro, erotismo come arte per il piacere reciproco.  Il Tao dell’amore, via per raggiungere l’estasi, massima forma di spiritualità, apprendere a controllare l’eiaculazione e  a distinguere l’orgasmo dalla eiaculazione, in modo da permettere il pieno soddisfacimento della donna.

2.Kamasutra 2000 anni fa, scritto da un saggio di Benares, sul Gange

3. Aramga Range  opera medioevale indiana (243 tipi di unione)

4. Il giardino profumato per il riposo dello spirito (40 diversi tipi di vulva, 36 tipi di pene) 1510.

5. Mille notti, tradotte in arabo dal persiano nel 10° secolo 

Le mille e una notte  (12° al 16° secolo) Persia, Siria Egitto, nel 1704 tradotto in francese da Antoin Golland

 

Libri che insegnano come ottenere e dare il piacere, utilizzando tutti i sensi, la sensibilità, l’intelligenza e soprattutto la conoscenza  della psiche di ognuno. L’incontro amoroso si può definire un’opera d’arte.

 

Potenzialità e differenze maschili e femminili.

 

UOMO (da 200 a  600 milioni di spermatozoi) capacità orgasmica limitata.

DONNA un solo ovulo al mese, capacità orgasmica illimitata.

 

Clitoride, (scoperta nel 1593, processo per stregoneria, condannata) vagina, punti di stimolazione più estesi, 800 fibre nervose, 2 volte superiori a quelle presenti nel pene.

Paura della donna per la sua  superiorità nella capacità di godere e nella capacità di procreare. Paura dell’infedeltà che porta alla possibilità di un figlio non proprio. Dubbio di sé da parte del maschio. Enfasi della verginità a garanzia della prima volta. Ma la seconda già crea dubbi, allora la reclusione e l’ infibulazione da bambine.

L’erezione è visibile, il desiderio femminile  può essere nascosto ad un uomo incapace.

Sesso come prestazione, paura del fallimento, senso di impotenza dopo il coito e con la vecchiaia.

Paura del confronto con altri uomini.

Pratiche per potenziare la funzionalità del pene: (pesi, tatuaggi, asfissia autoerotica, piercing, riti di passaggio che devono essere dolorosi, sanguinosi e lasciare un segno come le mestruazioni per la donna). Arabi del Sudan: allenamento dagli 8 anni a mantenere l’erezione  interrompendo per  6-7 volte. Circoncisione (genesi)

Infibulazione per le donne onde  privarle del piacere sessuale.

  

Immaginario erotico dell’uomo occidentale nei confronti della donna dell’Harem:

Festino orgiastico dove ottenere il piacere senza difficoltà.

Peccaminoso. La donna deve essere disponibile, nuda, indifesa, esperta. Divisione  tra donna madre e donna puttana.

Sesso a pagamento, potere del denaro che sottolinea l’inferiorità della donna ed enfasi sul corpo che si compera.

Cura del corpo, palestra, dieta, scoprirlo sempre di più, per stimolare l’uomo (zona pretalamica).

Identità della donna è posta più nell’essere percepita, che nell’essere.

Anche l’uomo ora  deve essere palestrato.

Schiave del III millennio: tratta di albanesi, marocchine, senegalesi , mantenute, case chiuse, casalinghe in certe forme…

Una donna per tanti uomini.

Stupro (20-70 mila donne stuprate in Europea nel ’93. 500 mila all’anno negli USA

Pedofilia. Sesso e violenza

  

La donna dell’harem o quella sotto il burqa o il ciador è una donna relegata nel privato, senza peso nel sociale, che sogna la libertà  (lettura del racconto “La donna dal vestito di piume “da  “Le mille e una notte”)   Il furto da parte dell’uomo del vestito della donna  che ha le ali è simbolicamente la sottrazione della libertà per paura che voli via. Possesso con la forza, privazione della capacità di volare.

Il confronto col femminile è politico, sottomettere e nascondere la donna equivale a non darle peso politico.  La donna rinchiusa o privata della libertà  sogna di disobbedire e  la probabilità che lo faccia destabilizzerebbe l’ordine maschile  che è il tratto saliente della cultura mussulmana, tanto nella realtà storica, che nell’immaginario maschile.

Sharazad nelle “Mille e una notte” conquista e guarisce il sovrano parlandogli nella notte.

Donna attiva, incontrollabile, che domina l’uomo con la mente o l’intuizione, Nell’harem o sotto il burqa c’è una donna frustrata e gelosa, anche se protetta dall’attenzione e dalla violenza di altri uomini.

Donna dell’Harem  (mussulmani, arabi, persiani, turchi) è la schiava comprata o un bottino di guerra, istruita nelle arti erotiche, ma anche nella poesia, nella danza, nella musica per piacere al padrone, ma anche per elevarsi.

Odalisca (turco) è la donna della stanza.

Giariya (arabo) è la serva.

Gheisa donna esperta nella danza e nel canto.

Vestale donna sacra, vergine per 30 anni .

  

In occidente, fermo restando identica l’anatomia, la paura e l’esercizio del potere maschile,  l’uomo separa il sesso dal coinvolgimento mentale e lo  associa sempre più spesso alla violenza (stupro, pedofilia…). Si condiziona la donna ad uniformarsi all’immagine che di lei mass media, arte e stilisti ne danno, svestendola, ponendo l’enfasi sul suo corpo e sulla sua giovinezza.

La Mernissi  sintetizza in un numero  taglia 42  il condizionamento occulto a cui è sottoposta la donna in Occidente e che la relega in un ideale  di bellezza difficilmente raggiungibile, ma a cui deve uniformarsi per piacere all’uomo.

 

L’Harem dell’Occidente è la violenza simbolica, occulta, inchiodata sul corpo della donna, come per magia, senza apparente costrizione fisica. Così ci vestiamo e spendiamo con l’illusione di essere libere, mentre ubbidiamo inconsciamente a un ordine imposto, teso a dominarci.

Sia in Oriente che in Occidente per la donna non vale essere, ma essere percepita, questo dà insicurezza della propria identità, ma è un’alienazione simbolica. Se non si dimostra più di 14 anni e se non si è come le veline o le modelle, si è tagliate fuori. La taglia 42 che gli stilisti impongono porta all’anoressia, all’inadeguatezza del proprio corpo. Si copre la donna di veli, per renderla più eccitante, vedi ultime sfilate, o la si scopre sempre di più, portando l’enfasi sul corpo perfetto, tralasciando la mente.

 

La frontiera del muro dell’Harem europeo, separa la giovinezza bella, dalla maturità brutta. Manipola il tempo per stabilire il suo dominio sulla donna. L’arma è il tempo, come un burqa  della bruttezza.

Nell’oriente l’arma è ed era lo spazio.

 

  

Bibliografia:

           

1.Mernissi Fatema:      L’Harem dell’occidente.  Giunti.

Islam e democrazia.         Giunti.

La terrazza proibita.       Giunti.

2. Sullerot Evelyne.Il fenomeno donna. Sansoni.

3. Paley Maggie. Il libro del pene. Newton & Compton Editori.

4. Valitutti Francesco. Il libro della vagina. Newton & Compton Editori.

5. Eve Ensler: I monologhi della vagina. Troppa Marco Editore.

6. Vatsyayana: Il Kamasutra. Gremese Editore.

7. Le mille e una notte. Newton.

8. Nefzawi: Il giardino profumato per il riposo dello spirito. Gremese Editore.

9. ll Tao dell’amore. Mondatori.

10.Master e Jonson. Il legame del piacere. Feltrinelli.