DORMIRE, SOGNARE, SVELARE

 

 

              di Carla Corradi

 

 

”…morire e dormire! Dormire, forse sognare, sì, lì è l’intoppo.”Shakespeare:

Dormire, come morire. Sognare, come sperare e vivere.

 

 “Tutto è un pericoloso stupefacente, tranne la realtà, che è insopportabile” (Wlilliam Burroughs). Il sogno ad occhi aperti ha spesso la funzione di cambiare una realtà inaccettabile: sognare un cambiamento o una società migliore, sognare la pace, la giustizia, il rispetto della vita in tutte le sue forme; fermarsi a sognare è contrapposto a  dormire nell’apatia e nella rassegnazione, sognare come creare idee e procedure, sognare come lottare. Sognare è sperare. Dormire è come  morire.

 

Fantasia, sogno, fiaba, allucinazione hanno qualcosa in  comune…utilizzano l’emisfero destro, preposto anche a queste funzioni, che altrimenti è a riposo e rischia di atrofizzarsi se non è utilizzato. Nel sogno, sia ad occhi aperti, sia nel sonno, l’emisfero sinistro, sede della logica, del linguaggio, della razionalità, della visione temporale  va in vacanza e permette al destro di produrre situazioni di pensiero e di immagini che si assemblano, seguendo dei percorsi che sono tipici delle impressioni ed esperienze che ha il bambino o il primitivo, nei quali il linguaggio non poteva esprimere tutte le situazioni del vissuto, o perché ancora non formulato o perché in una visione magica o misterica della realtà tutto poteva essere possibile, se non sottoposto alla critica della ragione e al controllo della coscienza. Si usa nel sogno il pensiero paleolitico…

Anche negli stati di ipnosi, di rilassamento, di estasi o sotto l’effetto di droghe, il volo del sogno porta al mito, al simbolo o alla fiaba.

Durante il sonno, messa a riposo la coscienza, può emergere l’inconscio, l’arcaico, il rimosso, senza censura, ma mascherato nel simbolo: l’oggetto del sogno è pregno di significato, ma non evidente al sognatore, altrimenti si sveglierebbe. Il sogno è anche a protezione del sonno.

 

Il sogno nella Bibbia  è voce di Dio, sogni premonitori o profetici (Giuseppe-covoni, Giuseppe –Erode, )

Abramo, Nabuccodonosor… Angeli)

Presso gli Egizi è un aiuto per guidare chi è cieco nel cammino della vita.

 

Funzioni del sogno,

 

fisiologia: Rem rapidi movimenti oculari

Ritmo theta

Caduta del tono muscolare

Frequenza cardiaca aumentata del 5%

Aumento della frequenza respiratoria

Della pressione sanguigna

Dell’ormone della crescita

Dell’attività dell’ipofisi

Del flusso sanguigno alla corteccia

Del consumo di ossigeno

Della temperatura cerebrale

Diminuzione della secrezione urinaria

Erezione del pene

 

Psicofarmaci a base di barbiturici e anfetamine riducono la produzione di sogni, LSD e la  reserpina l’aumentano.

Anche gli animali sognano.

Soggetti deprivati del sonno in laboratorio scatenano una funzione di recupero la notte seguente.

 

Freud 1899  L’interpretazione dei sogni.

 

Il sogno è un prodotto  dell’attività psichica e come tutte le altre funzioni psichiche, è suscettibile  di un’ analisi sistematica. E’ un’opera che ha i suoi motivi, è la conseguenza di un processo logico, di una lotta tra diverse tendenze, tra Es e super-ego, dove una alla fine riporta la vittoria. CAUSALITA’

Desideri non soddisfatti, rimossi, che necessitano di una via di fuga o di emergere sono realizzati nella fantasia e nel sogno,  SONO DI ORIGINE LIBIDICA DOVE OGGETTI CONCAVI RAPPRESENTANO LA VAGINA o l’utero e  oblunghi il pene . Su di essi il soggetto opera la censura.

Contenuto manifesto e contenuto nascosto (desiderio e resistenza). Per scoprire il suo significato, bisogna ricorrere alla memoria attraverso le associazioni.

Condensazione: più elementi condensati in un unico oggetto o persona o simbolo o azione.

Spostamento..

Passato e presente

 

 

Jung

 

Anche per Jung c’è una relazione di causa ed effetto tra sogno e passato

C’è una  costellazione psichica (elementi di diverso valore che determinano la nostra storia, elementi affettivi, durevoli e molto attivi e connessi tra loro). Complesso e tonalità affettiva creano un’energia costellante. Si nota in modo evidente in una batteria di sogni della stessa persona. Il sogno è un residuo di attività psichica, non completamente avulso dalla continuità della coscienza, in quanto eventi della vita entrano a far parte del sogno, ma che non soggiace alle regole della logica e nemmeno  alle norme morali, ne a quelle di causa-effetto

Jung accetta la presenza di un contenuto  manifesto e uno latente, non la censura.

Sognare come recitare  un dramma (1. luogo, 2.protagonisti 3.sviluppo 4.culmine  5.soluzione (non sempre).

 

Tutto il sogno va visto come un processo di pensiero più antico del pensiero mitologico, che esprime la sedimentazione di istanze morali insopprimibili, con valenza traspersonale, universale, collettiva.

Quello che percepiamo come reale, non sempre lo è e la fisica moderna lo può dimostrare. Così la nostra percezione della realtà o dell’altro è spesso frutto di proiezioni inconsce della nostra psicologia individuale. Ogni persona è  un’immago o simbolo di qualcosa che ho dentro di me e che non corrisponde  a realtà oggettiva : L’OMBRA.

Transfert e controtransfert. Tutte le proiezioni inconsce creano controproiezioni inconscie e finché rimangono tali creano una situazione coatta, non libertà e rapporti abnormi, insostenibili (anche in tempo di guerra si proiettano sull’avversario i propri errori che non si vogliono riconoscere-armi chimiche, nucleari-Sadam.) Ciò che è straniero, lontano è negativo, proiezione negativa.

Ciò che è vicino, conosciuto è positivo.

I contenuti inconsci sono proiettati con un effetto di identità mistica o partecipazione mistica. Possono essere graditi e utili ponti gettati verso il mondo e rappresentano un alleviamento positivo dell’esistenza. Ma se sono vissuti come inibenti, necessitano di una conoscenza cosciente del contenuto proiettato.

 

Per Jung il sogno è AUTORAPPESENTAZIONE SPONTANEA DELLA SITUAZIONE ATTUALE DELL’INCONSCIO, ESPRESSA IN SIMBOLI. Non sempre è soddisfazione di desideri, non sempre  il significato è una soddisfazione sessuale.

Il sogno è soggettivo, in quanto ogni istanza, oggetto, figura possono essere letti come tratti personificati della personalità di chi sogna. E’ universale nell’utilizzo dei simboli e degli archetipi.

 

La funzione del sogno è:

 

1.reattiva al trauma.

 

2.prospettica, finalistica, con una capacità di incidere sulle scelte della vita, a volte si presenta proprio come soluzione di problemi (anche scoperte scientifiche sono avvenute attraverso il sogno..)

 

3.telepatica

 

Se per Freud  è rappresentato il passato e il presente, per Jung nel sogno è rappresentato anche il futuro.

Per entrambi si attua una traslazione di contenuti inconsci sul terapeuta o su altre persone.

 

Compensazione più che complementarietà.

Compensazione è paragonare dati o punti di vista diversi da cui emerge un equilibramento….a volte riduttivo (vedi sogno di Nabbucodonosor)

Complementarietà è  integrare con nuovi elementi la vita cosciente.

Per Jung  il sogno non è solo appagamento di un desiderio, altri esprimono timore o ansia, altri terrore e angoscia, quando la censura non riesce ad arginare i prodotti dell’inconscio.

 

L’ universalità del sogno è data dagli  Archetipi. (Il vecchio saggio, la Madre, il Puer, la Fanciulla, l’Ombra, l’Anima e l’Animus).

Motivi mitologici quali: l’uomo bestia, il tesoro nascosto, l’albero dei desideri, la fontana, la caverna, il giardino segreto, i processi di trasformazione, le sostanze dell’alchimia ci dicono che la psiche umana è solo in parte soggettiva e unica o personale, per l’altra parte è collettiva e oggettiva (DNA dell’anima).

 

 

 

Sogni tipici in terapia: il viaggio, il water, il ponte, la casa, il tunnel, gli animali, il volare

 

Cicli di sogni che realizzano un’evoluzione dal vegetale all’animato, dagli animali più arcaici nella scala dell’evoluzione ai primati, all’uomo. Jung chiama questo fenomeno processo di individuazione.

Sogni sulla relazione terapeutica, sogni di transfert.

Sogni di morte e di rinascita, sogni sessuali, sogni di movimento, sogni di esame.

Incubi.

 

Perché i sogni sono incomprensibili al sognatore? Se non capiti sono come  lettere non aperte. Non è detto però che non assolvano in assoluto alla loro funzione, solo, possono impiegare molto più tempo.

Oppure, ciò che la natura lascia incompiuto, lo compie l’arte.

 (proverbio alchimistico).


Arte-terapia.

 

Nell’arte, come nello studio analitico si attua in identico fenomeno chiamato traslazione che consiste nel provare nel presente sentimenti e fantasie derivati dalle prime reazioni oggettuali e spostati su persone o cose. Nell’arte può servire come un potente regolatore della distanza estetica, e se nella realtà, quando accade, è giudicata non  adattiva e irrealistica, può essere  considerata in termini opposti  dall’estetica, dove è permesso disporre ampiamente le associazioni, godere i piaceri primitivi e risvegliare la memoria. Ma, come nell’analisi , abbisogna  della  “cornice di realtà” dove ciò con cui  giochiamo, lavoriamo, lottiamo sono gli elementi formali, materiali dell’arte e non i contenuti tematici, narrativi o cromatici.

La cornice servirebbe a contenere la traslazione, dopo averla risvegliata e liberata, vissuta e magari interpretata,  ma anche a inibirla e a delimitarla, imponendo certe aree di sbarramento, che salvano dall’immensa forza propulsiva del rimosso.

L’arte moderna si può vedere come  una serie di passi progressivi nell’alterazione della cornice o nella sua  eliminazione.

Processo primario: sono quei processi  conoscitivi inconsci di percezione del mondo  che si realizzano nell’infanzia, nei sogni, nelle psicosi, dove ha gran parte la capacità di immaginare, fantasticare, illudersi, ma anche di fondersi con l’oggetto, di emozionarsi, di rischiare…

Processo secondario: il processo mentale che porta  ad accettare le leggi del senso comune (quello della logica o pensiero deduttivo).

Processo terziario, amalgama i due mondi della mente e della materia, il razionale e l’irrazionale, integra ciò che è primitivo, arcaico, fuori dal sentiero battuto, con i processi logici normali, in ciò che sembra una sintesi magica, dalla quale emerge il nuovo, l’ inaspettato e l’auspicabile. Attua pertanto una bisociazione (avvenimento mentale associato simultaneamente con due contesti abitualmente incompatibili). Forse potremo dire che i due emisferi operano contemporaneamente in sinergia, mantenendo la capacità di sopportare la conflittualità o più semplicemente di attuare una convenzione o un compromesso tra fantasia e realtà, tra reale e virtuale, tra poetico e tecnologico…

Inoltre operano l’endocetto (esperienza mentale che non può essere minimamente analizzata, perché è un  prodotto intermedio del cervello), il pensiero paleologico (identificazione basata sulla somiglianza dei predicati), la sineddoche (la parte per il tutto o il contenente per il contenuto), l’ archetipo (nel suo significato primario e nel suo  opposto), il  simbolo, anche cromatico, il segno…

 

Nell’arte, come nello studio analitico si attua in identico fenomeno chiamato traslazione che consiste nel provare nel presente sentimenti e fantasie derivati dalle prime reazioni oggettuali e spostati su persone o cose. Nell’arte può servire come un potente regolatore della distanza estetica, e se nella realtà, quando accade, è giudicata non  adattiva e irrealistica, può essere  considerata in termini opposti  dall’estetica, dove è permesso disporre ampiamente le associazioni, godere i piaceri primitivi e risvegliare la memoria. Ma, come nell’analisi , abbisogna  della  “cornice di realtà” dove ciò con cui  giochiamo, lavoriamo, lottiamo sono gli elementi formali, materiali dell’arte e non i contenuti tematici, narrativi o cromatici