UN CAFFE' MACCHIATO FREDDO

 Nota dell'autrice.

  

"Un mio libro è sempre opera del destino.

Quando si scrive si va incontro a qualcosa di imprevedibile, e io non posso impormi uno svolgimento prestabilito. 1)

Ho atteso mesi prima di dar corso alla mia terza fatica, perché‚ volevo che iniziasse con il futuro del verbo essere (il primo libro inizia con "era", il secondo con "è"), una sciocca fissazione che nascondeva un bisogno di elaborare una sintesi che mi proiettasse in qualche modo nel futuro.

 Il primo racconto, scritto a metà e mai finito, fu concepito al capezzale di mia madre, per una notte di veglia, nella quale ripercorsi la mia vita e la sua. Sapevo di provare due sentimenti antitetici nei suoi confronti: tenerezza e rancore, perché‚ nel mio vissuto di bambina quella madre mi aveva abbandonata, nella mia consapevolezza di adulta quello non era stato un abbandono, ma una necessità, giustificata dalle circostanze.

Quella notte maturai l'idea di scrivere sulla contrapposizione degli opposti. Con lunghe pause di riflessione, impiegai cinque anni a stendere diciotto racconti in ciascuno dei quali almeno due aspetti della stessa realtà erano rappresentati, accorgendomi poi che l'interesse per questo conflitto dell'animo umano era alla base del mio primo lavoro 2), È stato più dolcemente sviluppato nel secondo 3), si conclude nel terzo.

 Nella prima parte di questo libro ho cercato la bipolarità nelle origini e nel recente passato di Enrica.

Nella seconda ho espresso ricordi ed emozioni contrastanti, rilevati nella mia vita quotidiana, nelle piccole cose e nei grandi eventi.

Nella terza parte ho trovato nell'amore di Carlo e Mariangela il luogo privilegiato dove tutti gli opposti giocano la loro partita perché‚, coinvolgendo l'inconscio, Animus e Anima 4) si incontrano per riconoscersi.

 Strada facendo ho cercato in me, come da sempre faccio nella mia attività di psicoterapeuta, di conciliare tutti i dualismi, accettandoli, dopo averli riconosciuti, analizzati e di trasformarli in dualità. La fatica mi ha permesso di investire l'energia, spesa prima a combattere un nemico, per raggiungere l'equilibrio che una nuova visione del mondo comporta.

 Questo processo di crescita ha dato vita a questo libro.

Mi hanno aiutata nel percorso lo studio delle filosofie orientali (Buddismo, Zen, Taoismo), le scoperte della fisica moderna (la relatività di Einstein, la teoria dei quanti); nonché tutti i settori dove l'energia universale o umana era ospite e che con curiosità ho esplorato: la pranoterapia, il Reiki, l'astrologia, il paranormale, l'ipnosi, utilizzata non solo a scopi terapeutici, ma anche la pittura, la fotografia, l'informatica.

 Credo di aver cercato in sintesi di dare un significato alla vita, alla mia in particolare, perché‚ tutti questi rivoli diversi di interessi hanno cominciato a percorrermi dopo che avevo provato l'esperienza della morte.

Dato che mi era stato regalato un po' di tempo ancora, sono andata a recuperare le mie antiche potenzialità quasi avessi sentito il dovere di realizzarle, per portare alla luce aspetti della mia personalità che proprio il conflitto avevano tenuto nascosti.

 A lavoro ultimato, rileggendo il tutto, con mia sorpresa, mi sono accorta che in troppi racconti È presente la "Vecchia Signora" e che l'oscuro protagonista è il limite buio che stavo per varcare nel lontano 1954 e poi nel 1992.

I racconti erano in realtà ventuno, ne ho tolti tre per non tediare il lettore, anche se credo che in realtà tutti i nostri conflitti psichici si giochino essenzialmente su due binari: la vita e la morte, l'amore e l'odio.

 Mentre la mia parte cosciente andava analizzando dualismi e dualità alla ricerca di una visione unitaria della vita dove gli opposti possano coesistere. La mia parte inconscia andava a ritroso alla ricerca del superamento della paura di morire e di rinascere.

 

Il dualismo assilla noi occidentali da almeno duemila anni, da Platone sicuramente, ma anche nella Bibbia è abbondantemente espresso.

Si potrebbe pensare che le religioni monoteiste siano sorte per un bisogno di unificare la duplicità nell'Uno, ma come ben sappiamo fu un tentativo non riuscito, in quanto la polarità negativa, il male, non poteva entrare a far parte delle caratteristiche attribuite alla divinità buona, ed ecco allora la necessità di proiettare anche nel demonio la duplicità già insita nella vita dell'uomo.

Il dualismo, che pur esiste già nel nostro corpo, abbiamo due occhi, due braccia, due gambe, ma soprattutto due emisferi cerebrali, ha portato l'Occidente alla contrapposizione degli opposti: io-tu, Dio-uomo, uomo-natura, spirito-materia, mente-corpo, luce-ombra, bene-male.

 Il dualismo non lacera gli Orientali e gli Indiani d'America, la cui filosofia di vita ammette la coesistenza degli opposti. Emblematico È il simbolo del Tao, dove le due forze, lo yin e lo yang, coesistono e si rincorrono, senza mai che una annienti l'altra, dentro una circonferenza che le comprende.

"Le contrapposizioni non divergono in modo centrifugo, escludendosi a vicenda, ma si integrano, dando origine alla globalità. 5)

 I simboli, gli archetipi, gli dei contengono sempre i due lati della polarità. "I simboli sono lettere d'amore scritte dalla vita". 6) Il simbolo non esclude, bensì include, non circoscrive come le parole e i numeri.  "Il simbolo contiene il paradosso". 7)

 Il titolo è simbolico: Un caffè macchiato freddo esprime la sintesi di due opposti, (caffè  scuro e caldo unito al latte bianco e freddo).

 Ti offro, lettore, questo mio lavoro, frutto di una lunga riflessione, perché‚ divida con me il vissuto di emozioni contrastanti e come me possa cercare l'unità nella duplicità dei tuoi sentimenti, ma soprattutto perché  anche tu contribuisca a colmare la scissione tra uomo e uomo, tra uomo e natura, tra uomo e animali.

Se ci sentissimo anelli di una catena di energia invece che elementi di una gerarchia, nella quale il più forte si sente autorizzato a sopraffare il più debole, gran parte della sofferenza umana e animale sarebbe abolita.

 Se dentro noi stessi cessassimo di vivere come nemici, ma accettassimo e amassimo tutto quanto fa parte del nostro essere, molte potenzialità represse potrebbero venire alla luce, molte energie potrebbero venire incanalate verso obiettivi di pace, di armonia, di bene.

 Mi riterrò soddisfatta se questo libro determinerà anche un minimo cambiamento in te: le piccole azioni sono alla base delle grandi gesta e ognuno, per quanto gli compete, può contribuire a cambiare il mondo.

  

1) Jung C.G, Ricordi, sogni, riflessioni, Rizzoli, pag.6

2) Corradi C, A chi spara il cacciatore? Lorenzini, Udine.

3) Corradi C, L'amore Š un gatto blu? Publiprint.

4) Jung C.G, dizionario di psicologia analitica, Vol.103 pag.75.

5) Kaiser, Dio dorme nella prateria, L'espresso della memoria, pag.82.

6) Voss J, La luna nera. red.pag.12.

7) Rudiger Dahlke: Mandala. red pag.15.