E’ REALE IL VIRTUALE?

 

 

              di Carla Corradi


    Indice:

    1.     Che cos’è la realtà? Cos’è il virtuale?

2.     Il Cyborg o uomo artificiale.

3.     Il corpo virtuale.

4.     Il grande Fratello.

5.     Filmino

6.     Dall’era atomica all’era cibernetica.

7.     Il post-umano.

8.     La realtà psichica è virtuale?

9.     L’arte è virtuale?

  

 1.      Cos’è la realtà? Cos’è il virtuale?

La realtà è ciò che si considera esistente in sé al di fuori dal nostro pensiero. (distinta  pertanto da possibilità, idealità, apparenza)

Il virtuale è ciò che è in potenza, che è possibile, contrapposto a ciò che è in atto, che può avere, ma non ha realizzazione.

Domanda: siamo proprio sicuri che il mondo in cui viviamo sia reale? Siamo soliti considerare come unico e solo il mondo che percepiamo, senza pensare che ne esiste una versione per ciascuno di noi Ognuno è diverso dagli altri perché è risultato dalla combinazione e interpretazione che il nostro cervello da, basandosi anche sull'esperienza, ai segnali raccolti dai nostri sensi. Se ieri questa era una teoria tipica di chi si occupava di scienze cognitive, oggi le diverse tecnologie informatiche e telematiche consentono di verificare sperimentalmente questa affermazione. Basta indossare un casco visore, collegato alle opportune piattaforme di calcolo e programmi relativi, e ci si trova a esplorare una piramide egizia, difendersi da aggressioni vari, evitando coccodrilli mordaci. Si ha un bel dirsi che è solo un gioco, una simulazione. I nostri sensi seguono con difficoltà la logica razionale. Bastano pochi secondi e l'illusione è completa, il confine tra reale e virtualmente reale si dissolve.

...Nel suo libro Virtual Reality, Howard Rheingold suggerisce che le origini della realtà virtuale devono essere fatte risalire ai rituali religiosi che venivano svolti nelle caverne della Francia e dell'Australia.

I partecipanti si trovavano in condizioni di luce, di suoni, di odori tali da modificare la percezione dell' ambiente, dal reale si passava al magico. non lo sapevano, ma entravano in una realtà virtuale. Forse ieri ci voleva un po' più di fantasia da parte dei singoli perché la transazione avvenisse. I pochi in grado di farlo diventavano sacerdoti o stregoni. Oggi, si è più democratici. Basta usare un po' di protesi tecnologiche e il gioco è fatto. C'è chi resiste all'illusione e rischia di provare sensi di nausea e di vertigine. C'è chi avrebbe voglia di non uscire più dal simulato e corre altri rischi. Comunque è un'esperienza di grande apprendimento. Perché quando si utilizzano i canali sensoriali si impara molto di più e in meno tempo. Il ricorso al linguaggio simbolico: la scrittura, ad esempio, rallenta moltissimo il processo di acquisizione delle informazioni. La capacità di comprendere e assorbire la conoscenza tacita è formidabile. Basti pensare ai bambini, che nei primi tre quattro anni di vita imparano tutto essendo ancora analfabeti. Il gioco, d'altra parte, altro non è che la creazione di una realtà virtuale che consenta l'acquisizione e il fissaggio di informazioni.

La RV è la capacità di riprodurre la realtà attraverso la tecnologia di un computer. Deve però avere una caratteristica fondamentale: non deve essere distinguibile dalla realtà, la mia percezione è ingannata. La RV assorbe il reale: non c’è più un soggetto e un oggetto, è l’interattività che li sostituisce*

 

(La realtà virtuale non è una tecnologia, bensì un aggregato di tecnologie e branche del sapere assai diverse tra loro. La psicologia, la ergonomia, il visual design, l’arte, l’ architettura, tutta la branca delle scienze della comunicazione, oltre a quelle strettamente tecnologiche, senza dimenticare la filosofia.

...La realtà virtuale, secondo Montefusco," È l'immersione di un utente in uno spazio sintetico di dati altamente interattivo; È quindi e soprattutto un artefatto comunicativo.")

 

Le tre condizioni sine qua non della RV, continua,"sono il tempo reale, l'interattività e l'immersione.

(..interattivo, non limitando cioè l'utente a poche scelte o a nessuna e deve rispondere alle sue azioni in tempo reale, con ritardi trascurabili rispetto ai tempi del suo operare e del suo percepire.

..Immersione, o senso di presenza si può suscitare in molti modi e la RV è solo l'ultimo di una serie di trucchi. La potenza comunicativa della RV sta proprio nella sinergia dirompente creata dall'unione di queste tre condizioni. ...la qualità e la ricchezza dell'interazione possibile a creare la sensazione di immersione, la risposta emotiva che fa compiere il salto dentro lo specchio...

Non importa se la realtà sia reale o virtuale, importa che serva ad apprendere, a migliorare, soprattutto a crescere.

  

Cibernetica è la scienza del controllo e della simulazione.

2. Il cyborg

 Il cyborg (nocchiero, timoniere)  è un essere umano su cui sono stati innestati organi meccanici o elettronici o un essere umano a cui si  potenziano le sue prestazioni intellettuali; l’ibrido uomo-macchina è la conseguenza di altri  ibridi fantastici del passato: chimera, centauri, sirene, il Minotauro… o più recenti Il dottor Jeyll e il dott. Hyde, il ritratto di Doryan Gray Frankestein (carne morta riportata in vita) e il robot (uomo industriale, meccanico nella mente e nel cuore) Batmann, Supermann, l’Uomo Ragno, fino al CYBORG.

Queste creazioni della mitologia e della letteratura rappresentano il doppio, cioè la coniugazione di sé e del suo contrario e sono conseguenza del bisogno dell’uomo di distanziare il male dal bene  (il doppio di Dio è il diavolo) e producono insieme il sosia, distruggendo con esso l’unicità della persona, se si presenta speculare, introduce il pericolo di una vulnerabilità remota e imprevedibile. Il doppio inganna, perché imita l’aspetto esteriore della vita e dell’intelligenza, senza essere né vivo, ne intelligenza. Il doppio è il diverso in noi e fuori di noi (straniero). Viene da pensare a Eros e Thanatos, di Freud, ma anche  a inconscio, quell’ aspetto di noi che non conosciamo e che temiamo emerga a nostra insaputa, o all’ Ombra, alla schizofrenia, alla possessione. Si può interpretare come la proiezione esterna di  un io diviso. Si manifesta sotto forma animale nei sogni, nei simboli, nell’arte.

 E’ una CRAZIONE DELL’ALTRO da sé, forse per un delirio di immortalità, trasferito sulla macchina, considerata più duratura.

 Dare un corpo al diverso, all’altro da me (la donna per l’uomo e viceversa)

 Il CYBORG è  nuovo ibrido del XX secolo. Non siamo più separati dal mondo dalla barriera della nostra pelle, ma siamo immersi in un mondo artificiale che abbiamo inglobato, e  in un paesaggio artificiale in cui le cose e le loro rappresentazioni si confondono e si  iscrivono nel nostro sistema nervoso: pensiamo al cinema, alla televisione al PC. Abbiamo introiettato l’altro, il diverso da sé. Identità sempre più minacciata, come i confini dell’Io. E’ sempre più difficile distinguere cosa è reale e cosa è irreale.

  

3. Il corpo virtuale

 Guardiamo al corpo per capire quanto la tecnologia sia entrata a far parte di esso: chi non ha un dente artificiale o un pace maker, o un defibrillatore, o un arteria ricostruita con bay pass, placche nelle ossa, protesi auricolari, impiantati nell’orecchio interno, lenti a contatto, l’occhio artificiale, recupero delle funzioni motorie dei paraplegici con collegamenti tra sistema nervoso e protesi, cuore artificiale,  trapianti d’organo. Ma anche la dialisi, la coronarografia, invasione dei mezzi di contrasto per determinate analisi. Corpo invaso, corpo tecnologicizzato, corpo medicalizzato. E poi il Computer, come estensione del nostro cervello e quindi macchina della ragione o come macchina dell’inconscio, quando protetti dall’anonimità, dialoghiamo con lui, come fosse una persona (Password) .Ma anche interventi di chirurgia plastica per riprogettare il corpo, ma anche l’invasione del mondo della chimica attraverso i farmaci.

Il PC sostituisce il cervello in un rapporto uomo- macchina-uomo. Il digitale è come un nuovo brain-frame (un nuovo quadro mentale, dopo quello alfabetico e numerico e quello audio-visivo).

Es. Già con il linguaggio come  comunicazione, come con la scrittura utilizziamo parole che sono significati e simboli del prodotto della mente  attraverso mezzi tecnici.

 Con il telefono,  con la sola voce, non con la presenza di tutto il corpo, sperimentiamo uno spazio virtuale, perché non basato sull’oggetto reale, ma costruito dal nostro cervello. Creiamo una relazione con il nostro cervello, o mente, non con tutto l’uomo.

 

Il film o la televisione,  quando siamo immersi nella visione, dimentichiamo  che siamo in una  realtà fittizia e spesso la confondiamo con la realtà.

Questo per le situazioni normali in cui già  viviamo. Ma già Warnick ha fatto esperimenti di sesso virtuale, di   elettrodi impiantati sotto la pelle che mandano messaggi erotici di un’altra persona; o altri  che dirigono gli elettrodomestici. Ma anche dialogare con altri individui nelle Chat, o con un altro computer (

L’uomo, non solo il corpo, al quale avevamo attaccata la nostra identità, abbandona la sua dimensione organica permanente per entrare in  qualcosa di transitorio ed estraneo, che non appartiene più esclusivamente a se stesso.

Contemporaneamente l’iniziazione dolorosa sul corpo e la sua enfasi, quasi riflettendo un bisogno di appropriarsi di qualcosa che non è più sinonimo di   identità  e di unicità.

 

Ciò e altro possono creare una modificazione del senso di sé, ipertrofie, rivalità intellettive, sensi di inadeguatezza, dipendenza, sfalsamento dei rapporti umani, sempre traslati dal mezzo.

La realtà è sospesa tra l’attimo presente e una pluralità di  eventi possibili ( è forse questa la nostra nuova LIBERTA?) Come la teoria dei Quark per la quale l’elettrone, onda o particella, risponde a una legge statistica.

 

Torniamo al corpo: c’è sempre più un’evanescenza del corpo che si perde nella immaterialità  delle interazioni elettroniche, il corpo esiste come campo simbolico dei processi di interazione fra uomo e uomo e fra uomo e mondo. Dal processo di replica del corpo e  di  invasione del corpo, alla disseminazione del corpo nelle reti VEDI QUADRO-io diviso e negli spazi immateriali delle macchine digitali, minacciando il rapporto tra corpo e identità.

Pericoli del digitale sono spersonalizzazione, dipendenza,  isolamento dalla realtà.La chatt è un’ infedeltà?

 

La fine di una credenza in un’origine di unità e armonia con la natura rende possibile che  il corpo artificiale e disseminato funzioni come strumento di contatto e inserimento nel nuovo paesaggio tecnologico dove naturale e artificiale si fondono.

Ancorarsi all’identità e alla memoria è il rovescio sanguinoso della globalizzazione. La paranoia dell’identità e  della fissazione alle radici, alla religione non porta che alle guerre e alla pulizia etnica.

Uno sporco connubio tra l’uomo e la macchina sposta le contraddizioni, prima interne all’uomo (uomo-natura;  determinismo-libertà; artificiale-naturale) fuori dall’uomo, nei mezzi tecnologici e nei Mass-media

Ora  la TECNOLOGIA può PROPORRE  UNA NUOVA FORMA DI ibrido, l’uomo meccanico, il robot fatto in serie che la letteratura di fantascienza prima, i film poi continuano a proporre.

Si assiste non alla fine del corpo, ma alla sua trasformazione in un connubio con la meccanica e la tecnica, la medicina. Ciò porta a nuove forme di identità cibernetiche, e alla perdita graduale dell’identità dell’io alla quale la psicologia e noi tutti con essa avevamo dato tanta importanza.***Perché è stato violato il confine tra animale e umano, tra organismo e macchina, tra fisico e non fisico, tra natura e cultura. Ciò porta ad un’ indeterminazione delle identità tradizionali, che diventano transitorie e fluide e devono essere continuamente negoziate, ricontattate per mezzo delle tecnologie della comunicazione e della vita. EVIDENTE IN TERAPIA. Che diventa sempre più frammentaria, breve, tesa alla ricerca di un benessere immediato, più che alla ricerca di sé.

 

L’uomo aveva sognato  nel mito: l’uscita da sé,  la comunicazione in tempo reale a distanza, il volo, l’accorciamento delle distanze tra il possibile o l’impossibile e il reale, l’allargamento dell’esperienza, la possibilità di essere più intelligente… Elemile Zolla: si arriverà a sperimentare con gli occhiali magici un’esperienza sciamanica primitiva, si arriverà alla liberazione, si vedrà la natura illusoria di ogni realtà. “Maya”

 

La differenza tra il possibile e l’impossibile dipende dal patrimonio tecnico disponibile in quel dato momento.

Il possibile è legato al progetto, all’utopia, al sogno e comporta il trattare la realtà come un compito o un’invenzione. Un confine morale può trasformare un progetto in qualcosa di utile all’umanità o in qualcosa atto alla distruzione di essa o di una sua parte. Il potere di queste decisioni è monopolio del più forte tecnologicamente.

La svalutazione del possibile, del potenziale, in una parola del virtuale può avere insito in sé la paura dell’infinito.

Così la dimensione della simulazione può uscire dal mentale per parlare direttamente ai sensi dell’uomo e quindi farsi mondo.

 

La trasformazione dall’analogico al digitale (0-1) ci ha permesso di far calcoli astronomici (nascita di Cristo..) e di rivestire le immagini virtuali con milioni di colori. La tecnologia ha realizzato l’unica rivoluzione riuscita del XX secolo.

Il CYBORG  non è una figura definita, ma un processo di ibridazione fisica, culturale, materiale e comunicativa tra viventi di specie diversa, tra viventi e non viventi, tra organico e inorganico, tra macchina e uomo Il mito si è realizzato, passando dall’umano al post-umano.***

Ibrido moderno anche il transessuale, l’omosessuale

 

4. Personalità virtuale. Quella che assume chi naviga in Internet come in un liquido amniotico, che permette la regressione.

Nell’anonimato si esprimono pulsioni represse, così socialmente accettabili, perché virtuali, si supera l’isolamento, si hanno più possibilità di cambiamento. Il corpo fisico perde di importanza, non serve nel Web, ma anche la realtà, la  irreversibilità delle proprie azioni, il rapporto con il corpo e con le emozioni e la morte perdono di importanza.

Si forma a voilte l’idea di  esseri pensanti che abitano nel PC, da una forma scherzosa, magica (mostro, folletto) è diventata realtà in un esperimento di dialogo con il PC attraverso il programma ELOISA nel quale sono stati trasferiti elementi di personalità umana nel programma. In questo modo si intravede la possibilità di creare personaggi totalmente artificiali: si parla non con una persona, come nella Chat, ma con un altro PC.

  
5. Grande fratello.

 Viviamo continuamente fuori da noi stessi quasi in un’estasi continua e perciò si è molto perso il valore dell’interiorità (psicofarmaci, videogiochi, droghe, televisione, radio, telefono…) e si è attuata una forma di destabilizzazione  culturale, sulla quale ha buon gioco il potere nuovo di controllo delle menti (Grande fratello). Internet sta per essere controllata dalle fasce economiche. I cellulari, i telefoni, le telecamere hanno la funzione di un costante controllo sulla nostra vita privata. Dal romanzo di Orwell alla fixion televisiva. Il grande fratello ti sta guardando, non è una persona, non si può mai vedere, ma vede e sa tutto. Sembra riproposta la vecchia idea di DIO, che tutto vede e sa e che quando ero bambina veniva rappresentato con un grande occhio.

GRANDE FRATELLO, come l’occhio di Dio

*Il potere assente, o invisibile, lavora per un nuovo ordine virtuale per il controllo dello spazio virtuale, non fisico.

Dà ora l’idea di sentirsi in gabbia, in colpa, con un costante senso di paura. Una forma di paranoia di massa che deriva dal sentirsi sempre osservati. Se questo che sta comunque accadendo attraverso le telecamere disseminate nelle nostre città, attraverso i tabulati dei nostri telefoni fissi e cellulari, le nostre E-mail a cui l’autorità può ricorrere, si instaura un senso di non libertà, che se frenasse  la malavita, allora potremo dire che una nuova forma di morale si è sostituita a quella basata sulla coscienza di ognuno. (Il Mondo Nuovo di Huxley)

 

Ma non c’è solo il controllo delle informazioni, c’è anche la trasmissione delle informazioni*** e se dovesse esistere un Grande Fratello mondiale (Cia…) potrebbe di certo farci credere quello che conviene al potere mondiale e ai suoi scopi.

Leggete: Tutto quello che sai è falso.

ECHELON  (sistema di spionaggio non è fantapolitica, ma controllo politico), Web cam.

 

FILMINO Spiegazione rappresentazione di un desiderio che nasce dal ricordo di un colore, Uomo solo, poi viso di donna, montaggio


 

6. Dall’era atomica all’era cibernetica.

 Ci siamo mossi da una società capitalista-produttivista verso un ordine neo-capitalista e cibernetico che punta al controllo totale. E’ la fine della storia in cui Dio, Uomo, Progresso e storia muoiono per il futuro del codice informatico.

Con la fisica di Heisenberg  si è raggiunta  la fine delle certezze che hanno lasciato il  posto al probabilismo (eletrone la fisica dei quanti e la teoria del caos).

Lotta tra caso e determinismo C’è una nuova libertà nella probabilità?

La guerra fredda, era basata sulla probabilità degli effetti della bomba atomica. La bomba era un CYBORG.

Ora il conflitto drammatico è tra tecnologia cibernetica e quella umana. Esseri umani in parte liberi, in parte robotizzati.

  


7. Il Post human   di Roberto Marchesini

 Demolizione del mito della purezza, per il quale uomo e natura sono divisi da un vuoto incolmabile è il punto di partenza di Marchesini, nel libro IL Post-human.

L’uomo si sente incompleto attraverso la cultura, che introduce carenze e rimedi.

La cultura sposta la soglia che facilita i processi di ibridazione tra biologico e tecnologico, nel quale è insito il confronto tra capacità  naturali e capacità tecnologiche o culturali che  da una parte risolvono bisogni e dall’altra creano altri bisogni.

Più l’uomo utilizza  elementi della natura e della tecnologia, più è in credito con gli animali e la scienza .Ha copiato molto dagli animali, non li ha solo uccisi e incorporati.  (mantello isolante dei mammiferi, forma idrodinamica di un pesce, quelle aerodinamiche degli uccelli,) così in certi casi non ha fatto altro che copiare una tecnica animale.

L’alterità animale (Quadro) ha contribuito a una forma di ibridazione (Totem), simbolismo che persiste ancora nel nostro linguaggio. Affettività verso i cuccioli ricorda il rapporto madre-figlio.

Interscambio con l’alterità animale e tecnologica. L’animale ha incarnato la funzione del diverso- altro da me

 

Cadono così le dicotomie mente-corpo, innato-acquisito, natura-cultura, naturale-artificiale, antiche dicotomie che devono essere superate nella dualità, ammettendo  la relazione tra due realtà umana e tecnologica sempre più interagenti nell’individuo  uomo-moderno.

Anche se l’interazione dell’uomo con l’alterità non umana (animali,  tecnologia) è stata possibile solo mediante la capacità dell’uomo di portare avanti nella sua evoluzione l’ibridazione, come una facoltà sua tipica, atta a portare sempre più in là i limiti che la natura stessa dell’uomo ha creato. (Ibernazione, per superare la morte, cellule staminali per rigenerarsi e non invecchiare, utero in affitto per procreare comunque, gravidanza assistita, in vitro)

Ma attenzione ai pericoli che questa nuova simbiosi può provocare: perché ci sia  una fusione tra umano e tecnologico, bisogna che l’umano continui ad esistere e che si manifesti nell’identità a cui ogni persona aspira, che non è solo informazione.

Il monopolio della razionalità tecnica rischia di svuotare di significato i valori morali. Nell’infospazio tutto è possibile,dalla fruizione immediata, all’utilitarismo, all’efficienza e all’autoriferimento narcisistico. Tutto è a portata di clic.  Paradossalmente, mentre aumentano le possibilità di comunicare attraverso le nuove tecnologie, diminuisce la comunicazione verbale diretta e il linguaggio del corpo.

La patologia dell’ infonauta può essere il disadattamento rispetto alla realtà umana (messaggi,   al posto delle lettere d’amore o di una chiacchierata…) Pertanto l’esposizione troppo precoce e prolungata la mondo virtuale può bloccare lo sviluppo sensocognitivo, annullando quel riferimento all’alterità rappresentata dalla natura fisica che è essenziale per lo sviluppo dell’immaginario.

La fine dell’umanesimo ha creato due tradizioni diverse: l’iperumanesimo che vede nella tecnologia una estensione delle qualità tipicamente umane come una proiezione dell’uomo e  il postumanesimo che assegna alla tecnologia il ruolo di porre rimedio all’antropocentrismo. Mentre l’uomo si sente da una parte più potente perché può allargare il proprio dominio di operatività e dall’altra si sente più debole, perché spaventosamente dipendente da partner tecnologici. Il tutto comunque si riallaccia a disposizioni etiche nella scelta dell’utilizzo di tecnologie che siano intese alla salvaguardia dell’uomo e della natura. Quindi a una responsabilità planetaria nei confronti di una sempre maggiore tecnologia che porta continuamente l’uomo a immergersi e spesso a dipendere dalla realtà virtuale.

 

 9. La realtà psichica è virtuale?

Secondo la definizione iniziale di realtà “qualità di ciò che è in sé, indipendentemente dal nostro conoscere (distinta  pertanto da possibilità, idealità, apparenza) esistenza reale, ciò che si considera esistente in sé al di fuori del nostro pensiero  dovrei rispondere  sì,  ma come non possiamo ritenere reale il dolore, la gioia, il ricordo, il sogno, la progettazione, la fantasia, l’immaginazione? Possiamo allora dire che è reale per noi, diverso per ognuno di noi e che esiste solo dentro la nostra mente, anche se è possibile comunicarlo con l’espressione, la parola, lo scritto, l’arte in genere, e inoltre i mezzi informatici, come avete visto dal filmino dove ho cercato di  esprimere un desiderio (realtà psichica) con oggetti della realtà (uomo, ragazza), l’assemblaggio delle due realtà separate all’origine diventano una realtà virtuale in un  CD reale. Per fare ciò ho usato la video camera e il PC. Con la pittura ho realizzato un prodotto diverso, a cui manca il movimento e tanto altro ancora.

Possiamo però dire che non esiste un’unica realtà, né psichica, né reale.

  

10.L’arte è virtuale?

 E’ sempre accaduto nell’arte, che all’inizio era sacra, legata ai riti e alla religione,e coinvolgeva tutti i membri del gruppo. Poi è diventata un fattore di tecniche e di  imitazione della realtà, in cui la connessione tra il corpo dell’autore e quello del lettore o dello spettatore avviene  nella nostra mente e è interamente mediata dall’opera: la poesia, la letteratura, la pittura, la scultura. Solo nel teatro l’attore partecipa con il corpo, pur essendo virtuale quello che interpreta.

Con il Cubismo si  introducono più punti di vista

Con il Concettuale si rappresenta non più l’oggetto,  ma il concetto, l’idea.

Ma anche la fotografia e la video-arte.

Ogni arte è una simulazione, come il lavoro della mente che prende qualcosa da fuori e lo elabora, trasformando il reale in soggettivo, virtuale. Ogni metafora è simulazione, inganno, duplicità, sia che ci sia un tentativo di riprodurre il reale, sia ancor più quando cerchiamo di esprimere l’idea, già essa non reale. E noi e voi che guardate un quadro siete portati ad accettare il simulacro al posto dell’originale. Perché il segno distintivo dell’ intelligenza umana, consiste nell’abilità metaforica di prendere una cosa per un’altra (alfabeto, numeri, colori… sogni ad occhi aperti, sogni notturni e loro significato, simboli, miti,  romanzo,fiction.

Di realizzare la finzione del ” come se…”